Le leggi del movimento della scrittura di Saudek descrivono la scrittura come un gesto fisico regolato da dinamiche costanti. Tra queste, la Legge 10 di Saudek dedicata alla formazione del punto rivela come un segno apparentemente minimo possa mostrare la velocità, il ritmo e la naturalezza del movimento scrittorio.
Legge 10 di Saudek: perché il punto richiede un arresto del gesto
Secondo la Legge 10 di Saudek, il punto non è un semplice segno grafico, ma un vero e proprio evento motorio. Per produrlo, la mano deve interrompere il movimento, rallentare e premere verticalmente sul foglio. Questo arresto richiede più tempo rispetto al tracciamento di una piccola linea, come una virgola.
Quando la scrittura è rapida, l’arresto necessario per formare un punto diventa difficile da realizzare. La mano tende a proseguire il suo movimento naturale e il punto si allunga, trasformandosi in un piccolo tratto obliquo.
Il contributo di Crépieux‑Jamin alla Legge 10 di Saudek
Crépieux‑Jamin chiarisce perfettamente il fenomeno descritto da Saudek:
“È necessario più tempo per scrivere un punto che un breve tracciato come una virgola. Per scrivere un punto bisogna arrestare il movimento della penna, altrimenti si scriverebbe un accento. Ecco perché in una scrittura rapida si osservano sempre dei punti che sono scritti come se si trattasse di accenti.”
Questa osservazione conferma che il punto è un gesto statico, mentre la scrittura veloce è un gesto dinamico. La tensione tra questi due aspetti produce inevitabilmente la trasformazione del punto in un accento.
Cosa accade al punto nelle scritture rapide
Quando la velocità aumenta:
- la mano non riesce a fermarsi completamente
- il punto si allunga seguendo l’inerzia del gesto
- il segno assume la forma di un accento acuto
- il tratto diventa un indicatore diretto della velocità reale
Questo comportamento è così costante da essere considerato una legge fisiologica del movimento scrittorio.
Implicazioni grafologiche della Legge 10 di Saudek
La Legge 10 di Saudek ha un ruolo importante nell’analisi grafologica:
- Velocità reale: la forma dei punti rivela la rapidità effettiva dello scrivente.
- Autenticità del gesto: punti trasformati in accenti indicano spontaneità; i falsari tendono a produrre punti troppo lenti e regolari.
- Stile personale: alcuni scriventi mantengono il tratto obliquo come caratteristica stabile del loro stile.
Il punto come pausa del pensiero
Il punto rappresenta anche una breve pausa del pensiero. Quando la mente procede lentamente, la mano può fermarsi e formare un punto netto. Quando invece il ritmo mentale accelera, la pausa si riduce e la mano non si arresta del tutto: il punto si trasforma in un tratto obliquo. Un segno minimo, ma capace di rivelare il ritmo interno di chi scrive.