La caratterizzazione della carta è un passo fondamentale per comprendere le sue proprietà fisiche e chimiche, determinando informazioni utili sia per la conservazione sia per la verifica dell’autenticità dei documenti. Le tecniche principali includono la spettroscopia infrarossa in riflettanza attenuata (ATR-FTIR), la spettroscopia Raman e la diffrazione a raggi X (XRD), che insieme offrono un quadro dettagliato della composizione e della struttura del supporto cartaceo.
L’ATR-FTIR e la spettroscopia Raman permettono di identificare i composti organici e inorganici presenti nella carta, come fibre vegetali, gelatine, colle e pigmenti. Questi dati consentono di determinare il tipo di materia prima impiegata nella produzione della carta e di confrontarla con riferimenti storici, utili ad esempio per datare documenti o per individuare modifiche apportate successivamente.
La diffrazione a raggi X, invece, è impiegata per analizzare le fasi cristalline dei materiali presenti nella carta, come minerali impiegati come cariche o riempitivi. Queste informazioni sono importanti per comprendere non solo la composizione originaria, ma anche eventuali trattamenti o deterioramenti dovuti al tempo e alle condizioni ambientali.
Combinando questi approcci, è possibile ottenere una panoramica completa dello stato di conservazione della carta, individuare eventuali interventi di restauro e fornire elementi scientifici a supporto di studi di autenticità o di conservazione preventiva. La comprensione delle caratteristiche chimico-fisiche della carta rappresenta dunque un elemento chiave per la tutela del patrimonio documentario e per le indagini forensi, rendendo la caratterizzazione un passaggio imprescindibile in ambito archivistico e scientifico.
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